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giovedì 15 dicembre 2016

N. 1 NETWORK ENGINEER CON SPECIALIZZAZIONE IN WIRELESS LAN - SEDE DI REGGIO EMILIA

Ruolo di senior field engineer all’interno del comparto post-vendita. La mansione prevede primariamente attività di delivery ed implementazione di infrastrutture di rete presso i clienti ed in misura minore di help desk di secondo/terzo livello sia on site che remotamente dalla propria postazione in ufficio. Sono inoltre richieste attività di progettazione e supporto tecnico di pre-vendita. Il candidato, che risponderà alla Direzione Tecnica, sarà inserito nell’organizzazione di post-vendita nel settore DATANETWORK. Si richiede: – Età minima 28 anni, massima 35. – Conoscenza Networking livello avanzato (Routing, Switching). – Conoscenza Wireless LAN livello avanzato (RF, indoor, outdoor, wireless management, wireless authentication, mobility services). – Conoscenza Network Security livello medio (Firewall, Identity management/AAA, VPN). – Conoscenza Sistemi operativi Microsoft Windows di livello medio (desktop e server) – Conoscenza Sistemi virtualizzazione di livello base (desktop e server) – Disponibilità in 1-2 mesi. – Residenza/domicilio nella provincia di Reggio, Parma, Modena. Caratteristiche mandatorie: – Certificazioni Cisco CCNA (o di equivalente accreditamento) in ambito Routing, Switching e Wireless LAN. – Conoscenza di sistemi e tecnologie network e system monitoring. Caratteristiche preferenziali: – Certificazioni Cisco CCNP (o di equivalente accreditamento) in ambito Routing, Switching e Wireless LAN. – Certificazioni Aruba Networks. Completano il profilo: – Predisposizione all’auto-apprendimento ed all’autonomia nell’attività lavorativa – Forte motivazione verso la crescita professionale – Buone capacità comunicative, attitudine al problem-solving e flessibilità.
Invio cv: ilaria.solomita@longwave.eu

mercoledì 20 maggio 2009

Italia e Banda Larga, connubio impossibile?

Il digital divide, termine con il quale si indicano le differenze in termini di possibilità di accesso alla rete offerte a cittadini di diverse regioni territoriali, è in Italia su valori del 12%, il che significa che ben 7,5 milioni di italiani non hanno a disposizione un collegamento a banda larga per navigare, leggere email, accedere ad informazioni in maniera tempestiva e utilizzare servizi di pubblica utilità.

Queste informazioni emergono dal rapporto sulla banda larga commissionato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Paolo Romani all´esperto Francesco Caio. Continuando la lettura si arriva a capire che l´Italia è uno dei Paesi europei con il più basso tasso di diffusione dei collegamenti DSL.

Secondo l´esperto i problemi si sono avuti nel triennio dal 2005 al 2008 quando in Italia gli investimenti per le reti in fibra ottica hanno visto un drastico ridimensionamento, al contrario di quanto accadeva in Europa.

Per recuperare terreno o addirittura porsi come eccellenza fra i Paesi dell´Europa, Caio propone più possibilità. Anzitutto i gestori potrebbero - con un minimo investimento non superiore agli 1,3 miliardi di euro e magari usufruendo dei fondi del disegno di legge 1082 - rendere disponibile una connessione da 2 megabit al 99% degli italiani sfruttando sia connessioni DSL che Wi-Fi.

Qualora si volesse invece ottenere un risultato da "fiore all´occhiello" sarebbe necessario un intervento dello Stato che dovrebbe non solo apportare investimenti ma anche creare occupazione ed accelerare lo sviluppo. L´idea sarebbe quella di creare un´azienda rete nazionale che gestisca le connessioni di fibra ottica e cavi di rame lasciando ai privati l´iniziativa verso i clienti finali. In questo caso l´investimento calcolato salirebbe a 10 miliardi in 5 anni da utilizzare per costruire la rete in fibra ottica e ottenere il risultato portare connessioni molto veloci a 100 città per 10 milioni di famiglie.

Ovviamente ci sono anche altre possibilità dove l´intervento pubblico è previsto in maniera meno massiccia ma i risultati che si ottengono sono meno importanti andando ad offrire una copertura via via inferiore.

Fonte: wikileaks.org

http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=16961&What=News&tt=Italia+e+Banda+Larga%2C+connubio+impossibile%3F

martedì 22 gennaio 2008

Live blogging da Barcellona - Il voip su rete wireless non si fa con l'iPhone

La qualità dei servizi di rete è un requisito fondamentale. Se poi, oltre ai dati, vogliamo far passare sulla rete anche la voce su IP, allora la qualità del servizio (QoS) è un requisito ESSENZIALE.

Oggi pomeriggio ho assistito qui al Networkers 2008 di Barcellona un workshop sulla gestione del voip su reti wireless. Prima di parlare delle visioni e delle azioni di Cisco, è' utile ricordare che le reti wireless offrono meno ampiezza di banda e tollerano molto meno le collisioni tra pacchetti rispetto alle reti via cavo.

Da Barcellona 2008


Cisco è, ovviamente all'avanguardia con le sue soluzioni e aderisce con convinzione allo standard IEEE sulla qualità del servizio nelle reti senza fili. L'802.11 chiamato anche: Wi-Fi Multimedia (WMM).

A questo standard, dovrebbero convergere i maggiori produttori di access point, di palmari, portatili e smartphone. Quindi, controllate bene se l'iPhone o l'iPod touch sono WMM compatibili!

Nei prossimi mesi assisteremo all'immissione sul mercato di centinaia di modelli Wmm compatibili. Ma, per ora, non l'iPhone che rimane uno splendido gioiello da sfruttare per le telefonate cellulari.